Craven Cottage: lo stadio più affascinante di Londra

Craven Cottage: London's Most Charming Stadium

La storia della casa del Fulham, tra le rive del Tamigi e la tradizione del calcio inglese

Ci sono stadi che colpiscono per le dimensioni delle loro tribune, per le coperture avveniristiche o per la capacità di accogliere decine di migliaia di spettatori. E poi c'è Craven Cottage, uno degli impianti più particolari del calcio inglese, dove una piccola costruzione in mattoni riesce a catturare l'attenzione tanto quanto il terreno di gioco.
Situato sulle rive del Tamigi, nella zona occidentale di Londra, Craven Cottage è la casa del Fulham Football Club dal 1896. Nel corso di oltre un secolo, lo stadio ha attraversato promozioni, retrocessioni, ristrutturazioni e cambiamenti profondi nel modo di vivere il calcio. Eppure, nel suo angolo sud-orientale, è rimasto un edificio che sembra appartenere a un'altra epoca: il Cottage Pavilion, il caratteristico padiglione con il balcone affacciato sul campo.
È proprio questo piccolo edificio a rendere Craven Cottage immediatamente riconoscibile. La sua architettura, la posizione insolita e il legame con le origini del luogo raccontano una storia che va ben oltre il calcio. Per comprenderla bisogna tornare alla fine del Settecento, quando lo stadio non esisteva ancora, il Fulham Football Club non era stato fondato e il terreno era occupato da una dimora privata immersa nella vegetazione.

1780: la nascita del cottage originario

La storia comincia nel 1780, quando William Craven, sesto barone Craven, fece costruire una dimora in un'area verde nei pressi del Tamigi. La Londra di quel periodo era molto diversa da quella attuale: ampie porzioni della zona occidentale della città conservavano un carattere rurale, con terreni aperti, alberi e proprietà private lontane dalla densità edilizia del centro.
Il cottage era legato alla proprietà di Craven e al paesaggio che lo circondava. Non si trattava di un edificio destinato allo sport, naturalmente, ma di una residenza che apparteneva a un mondo fatto di tenute private e dimore di campagna. Il termine inglese cottage evoca spesso l'immagine di una piccola casa rurale, semplice e accogliente. In questo caso, tuttavia, non bisogna immaginare necessariamente una modesta abitazione contadina: la dimora era inserita in una proprietà signorile e il suo nome è rimasto legato alla storia del terreno. Anche il paesaggio circostante contribuiva a definirne il carattere. L'area era molto più verde rispetto a oggi e si trovava in prossimità del fiume, in una posizione che univa la tranquillità della campagna alla vicinanza con Londra.
Con il passare degli anni, la proprietà attraversò diverse fasi e venne associata a personaggi e vicende della società britannica. Alcune ricostruzioni storiche collegano il luogo anche a Edward Bulwer-Lytton, scrittore noto per il romanzo Gli ultimi giorni di Pompei. Ciò che conta per la storia dello stadio è soprattutto il nome. Prima di diventare sinonimo del campo del Fulham, Craven Cottage identificava una dimora reale, costruita oltre un secolo prima che il calcio professionistico trasformasse il territorio.

L'incendio del 1888 e la scomparsa della dimora

Nel 1888 un incendio distrusse il cottage originario. La casa settecentesca scomparve e l'area attraversò un periodo di abbandono, durante il quale la vegetazione tornò a occupare parte del terreno.
Il rogo segnò una cesura importante: l'edificio di William Craven non era più disponibile e la sua storia architettonica si interrompeva. Il nome, tuttavia, non venne dimenticato.
Quando il Fulham Football Club individuò il terreno alcuni anni più tardi, la memoria del cottage continuava a essere legata a quel luogo. Il club avrebbe finito per adottare la denominazione per il proprio stadio, trasformando il nome di una vecchia residenza nel simbolo di una società calcistica.
È fondamentale, però, distinguere la casa originale dal padiglione che vediamo oggi. Il Cottage Pavilion non è la dimora settecentesca sopravvissuta all'incendio e non è una ricostruzione fedele dell'edificio di William Craven. È una costruzione successiva, realizzata nel 1905, quando il Fulham aveva ormai stabilito la propria casa sul terreno.
Il legame fra le due strutture è quindi storico e simbolico, non una continuità architettonica dimostrata. La prima casa scomparve; il padiglione moderno raccolse la memoria del suo nome e la trasformò in una presenza concreta all'interno dello stadio. È una distinzione essenziale per comprendere davvero la storia del Cottage: il piccolo edificio che oggi osserviamo non è un frammento del Settecento, ma una testimonianza del modo in cui il calcio inglese ha saputo conservare il ricordo del proprio passato.

1879-1896: il Fulham trova finalmente casa

Il Fulham Football Club nacque nel 1879 come Fulham St Andrew's Church Sunday School FC, una squadra legata alla comunità della chiesa di St Andrew's, nella zona occidentale di Londra. Inizialmente il calcio non era l'unica attività del gruppo e la squadra giocava su terreni differenti, senza disporre di uno stadio stabile.
Il nome venne abbreviato in Fulham Football Club nel gennaio 1889. Negli anni successivi, la squadra continuò a cercare un luogo adatto alle proprie ambizioni, spostandosi fra diversi campi della zona.
Nel 1894 i rappresentanti del club individuarono il terreno associato al vecchio Craven Cottage. L'area, però, era invasa dalla vegetazione e non era pronta a ospitare le partite. Furono necessari circa due anni di lavori per renderla utilizzabile. Il 10 ottobre 1896 il Fulham affrontò il Minerva nella Middlesex Senior Cup, vincendo per 4-0. La squadra aveva finalmente trovato una casa. Lo stadio dei primi anni era rudimentale rispetto a quello attuale. Le strutture per il pubblico erano semplici e la prima tribuna, costruita poco dopo l'apertura, aveva un aspetto talmente spartano da guadagnarsi il soprannome di Rabbit Hutch, letteralmente «gabbia per conigli».
Era un impianto lontano dagli standard moderni, ma proprio qui si consolidò il legame fra la squadra e il terreno. Il nome Craven Cottage cominciò a identificare stabilmente la casa del Fulham e, con il tempo, divenne parte dell'identità dei suoi tifosi, conosciuti anche come Cottagers. Il padiglione che oggi domina uno degli angoli del campo, però, doveva ancora arrivare.

1905: Archibald Leitch e la nascita del Cottage Pavilion

All'inizio del Novecento, le condizioni dello stadio richiedevano interventi importanti. Nel 1904 il London County Council sollevò preoccupazioni sulla sicurezza dell'impianto, in particolare sulle strutture destinate agli spettatori. La questione portò a una revisione complessiva del terreno e alla necessità di costruire nuove tribune.
Il Fulham si affidò ad Archibald Leitch, architetto scozzese che sarebbe diventato uno dei progettisti più influenti nella storia degli stadi britannici. Leitch aveva già lavorato a impianti importanti e si era fatto conoscere per la capacità di combinare esigenze funzionali, strutture robuste e un linguaggio architettonico riconoscibile. Il progetto del 1905 trasformò Craven Cottage. Leitch realizzò una nuova tribuna lungo Stevenage Road e progettò anche un edificio separato, collocato nell'angolo sud-orientale del campo.
Era il padiglione che oggi conosciamo come the Cottage.
La costruzione aveva una funzione molto pratica: ospitare gli spogliatoi, gli uffici e gli ambienti di servizio necessari alla gestione della squadra. Il piano terra era destinato principalmente agli spogliatoi, mentre il livello superiore accoglieva uffici e altri locali.
Il padiglione non era quindi stato concepito come un monumento alla vecchia casa di William Craven. La sua nascita rispondeva alle esigenze di uno stadio che stava diventando più strutturato e professionale. Eppure, proprio perché occupava un angolo del campo e aveva un carattere architettonico autonomo, finì per diventare uno degli elementi più distintivi dell'intero impianto. L'edificio fu realizzato in mattoni, con un tetto tradizionale e un'impostazione che lo faceva apparire più simile a una costruzione civile che a una moderna struttura sportiva. La sua posizione obliqua rispetto al terreno contribuiva a rafforzarne l'individualità.
Questa soluzione, un tempo più comune negli stadi scozzesi, è oggi rara nel calcio professionistico. La maggior parte degli impianti contemporanei integra gli spogliatoi e gli uffici all'interno delle tribune. A Craven Cottage, invece, il padiglione è rimasto un edificio separato, con una propria forma e una propria personalità.
Leitch non ricostruì la casa del Settecento. Creò una nuova struttura per il Fulham, che avrebbe però raccolto l'eredità del nome e sarebbe diventata, nel tempo, il volto più caratteristico dello stadio.

Il balcone: il dettaglio che rende unico il Cottage

Se c'è un elemento che permette di riconoscere immediatamente il padiglione, è il balcone affacciato sul campo. La balconata, con le sue strutture metalliche e i posti a sedere in legno, rappresenta uno dei dettagli più suggestivi dell'architettura di Craven Cottage. Non si tratta di una grande area hospitality ricavata all'interno di una tribuna moderna, ma di uno spazio raccolto, direttamente collegato al piccolo edificio.
La sua scala è quasi domestica. Da qui il campo appare vicino, mentre la posizione nell'angolo offre una prospettiva differente rispetto a quella delle tribune tradizionali. È una visuale che restituisce qualcosa dell'atmosfera degli stadi di un'altra epoca, quando le strutture erano più contenute e gli spazi destinati a giocatori, dirigenti e ospiti erano strettamente integrati nella vita quotidiana del club.
Il balcone è diventato uno degli elementi più fotografati dello stadio, ma il suo valore non è soltanto estetico. Le strutture metalliche e i sedili in legno contribuiscono a conservare l'identità architettonica dell'edificio e rendono immediatamente evidente la differenza rispetto alle grandi costruzioni contemporanee.
Nel tempo, gli spazi del padiglione sono stati adattati alle nuove esigenze del club, comprese quelle legate all'accoglienza degli ospiti. La funzione dell'edificio è quindi cambiata, ma il suo carattere non è stato cancellato. È proprio questo equilibrio a rendere il Cottage interessante: non è un edificio storico trasformato in un semplice oggetto da ammirare, ma una parte ancora viva dello stadio.

La Johnny Haynes Stand: l'altra grande eredità di Archibald Leitch

Il padiglione non è l'unica testimonianza del lavoro di Archibald Leitch a Craven Cottage. A pochi passi si trova infatti la tribuna lungo Stevenage Road, una delle strutture più importanti nella storia architettonica dello stadio.
Costruita nel 1905, la tribuna è conosciuta oggi come Johnny Haynes Stand, ma per gran parte della sua storia è stata chiamata Stevenage Road Stand, dal nome della strada lungo cui si affaccia. La sua architettura si distingue per l'impiego dei mattoni, le strutture tradizionali e una configurazione che conserva il carattere degli stadi britannici dei primi decenni del Novecento. Insieme al Cottage Pavilion, rappresenta uno dei migliori esempi ancora esistenti del lavoro di Leitch nel calcio inglese.
La tribuna è particolarmente interessante perché mostra un'altra faccia dello stesso progetto. Il padiglione è un piccolo edificio autonomo, raccolto e quasi domestico; la Stevenage Road Stand è invece una struttura destinata ad accogliere il pubblico, progettata per rispondere alle esigenze di capienza e visibilità.
I due edifici sono diversi, ma appartengono alla stessa stagione architettonica e sono stati concepiti come parti di un unico rinnovamento dello stadio. Entrambi sono classificati come edifici di Grade II, riconoscimento che tutela il loro interesse storico e architettonico.
Nel 2005, dopo la morte di Johnny Haynes, la tribuna venne rinominata in suo onore. La decisione ha aggiunto una dimensione ulteriore alla storia dell'edificio: non soltanto una testimonianza dell'architettura di Leitch, ma anche un omaggio a uno dei calciatori più importanti nella storia del Fulham.

Johnny Haynes, il capitano che diede il nome alla tribuna

Johnny Haynes è considerato una delle figure più rappresentative nella storia del Fulham. Centrocampista elegante e tecnicamente raffinato, trascorse gran parte della propria carriera con la maglia dei Cottagers e diventò un punto di riferimento anche per la nazionale inglese, con cui collezionò 56 presenze.
Haynes esordì con il Fulham nei primi anni Cinquanta e giocò in un periodo in cui il club alternava stagioni di alto livello ad altre più difficili. La sua importanza non dipende soltanto dai risultati ottenuti, ma anche dal modo in cui interpretava il gioco: era noto per la precisione dei passaggi, la visione e la capacità di dettare i tempi della manovra. La sua figura è rimasta profondamente legata a Craven Cottage. La decisione di dedicargli la tribuna principale storica, nel 2005, ha reso permanente questo legame.
Il padiglione e la Johnny Haynes Stand rappresentano così due diverse forme di memoria. Il primo conserva il nome storico del luogo e l'identità architettonica dello stadio; la seconda ricorda un uomo che ha contribuito a definire l'identità sportiva del club. La vicinanza dei due edifici permette di leggere Craven Cottage come un insieme di storie sovrapposte: quella del territorio, quella dell'architettura e quella dei protagonisti che hanno indossato la maglia bianca del Fulham.

Henry Norris e il legame inatteso con l'Arsenal

La storia di Craven Cottage si intreccia anche con quella di un altro grande club londinese: l'Arsenal.
Henry Norris, uomo d'affari e dirigente calcistico, fu presidente del Fulham e acquistò successivamente una partecipazione nell'Arsenal. Nel 1910 divenne una figura centrale nella gestione del club del nord di Londra e arrivò a valutare l'ipotesi di una fusione fra le due società. Il progetto non andò in porto.
Norris cercò quindi una sede più adatta per l'Arsenal e nel 1913 contribuì al trasferimento del club da Woolwich a Highbury. La decisione avrebbe cambiato la storia dei Gunners, che avrebbero progressivamente costruito la propria identità nella zona settentrionale della capitale.
Anche Craven Cottage entrò indirettamente in questa vicenda. Quando Norris era presidente del Fulham, gli venne proposta la possibilità di utilizzare Stamford Bridge, ma il progetto non si concretizzò. Il terreno sarebbe poi diventato la casa del Chelsea. Queste vicende mostrano quanto fossero intrecciate le storie dei club londinesi all'inizio del Novecento. Le società non erano ancora i grandi marchi globali di oggi e la scelta di uno stadio poteva determinare in maniera decisiva il loro futuro.
Il Cottage Pavilion, nato proprio nel 1905, appartiene a questa fase di trasformazione del calcio londinese. Mentre i dirigenti cercavano terreni, investimenti e strutture più adeguate, Leitch progettava edifici che avrebbero lasciato un segno duraturo nell'architettura sportiva britannica.

George Best, Bobby Moore e George Cohen, leggende passate da Craven Cottage

Nel corso del Novecento, Craven Cottage è stato il palcoscenico di numerosi protagonisti del calcio inglese. Tra questi, George Cohen occupa un posto speciale nella storia del Fulham. Terzino destro, Cohen trascorse gran parte della propria carriera con i Cottagers e fece parte della nazionale inglese che vinse la Coppa del Mondo nel 1966. La sua presenza rappresenta uno dei collegamenti più forti fra il club e una delle pagine più importanti della storia del calcio britannico. Nel 2016, davanti allo stadio, venne inaugurata una statua in suo onore. L'opera è diventata un altro punto di riferimento per i tifosi, affiancando idealmente il padiglione e le tribune storiche nel racconto della memoria del Fulham.
Negli anni Settanta, Craven Cottage accolse anche Bobby Moore, capitano dell'Inghilterra campione del mondo nel 1966, che giocò nel Fulham dal 1974 al 1977. In seguito arrivò anche George Best, protagonista di un breve periodo con la maglia del club nella stagione 1976-77. La presenza di campioni di questo livello testimonia il ruolo che il Fulham ha avuto nella storia del calcio inglese, anche in periodi in cui non occupava stabilmente le prime posizioni della classifica.
Il padiglione ha assistito a molte di queste stagioni. Le sue pareti in mattoni e il balcone hanno fatto da sfondo a generazioni di giocatori, allenatori, dirigenti e tifosi, mentre intorno a esso lo stadio cambiava lentamente.

Un record di pubblico e uno stadio in evoluzione

Nel 1938, Craven Cottage raggiunse uno dei momenti più significativi della propria storia quando 49.335 spettatori assistettero alla partita contro il Millwall, stabilendo il record di affluenza dell'impianto.
Un numero impressionante se si pensa alle dimensioni del terreno e alle strutture dell'epoca. Lo stadio era molto diverso da quello odierno: non esistevano le moderne aree hospitality e le esigenze di sicurezza non erano quelle attuali. La priorità era accogliere il pubblico e permettere ai tifosi di seguire la partita da vicino.
Nel corso dei decenni successivi, il Fulham introdusse progressivamente nuove strutture e miglioramenti. Negli anni Sessanta e Settanta vennero realizzati interventi importanti, tra cui l'installazione dei riflettori e la costruzione della tribuna lungo il Tamigi. Quella struttura fu inizialmente chiamata Eric Miller Stand, in memoria di un dirigente del club. Sarebbe stata poi sostituita da un progetto molto più ambizioso, ma per decenni costituì una parte importante dell'impianto. Mentre le tribune cambiavano e lo stadio si adattava a un calcio sempre più professionale, il Cottage Pavilion conservava la propria forma. Il suo ruolo era diverso da quello delle grandi strutture per il pubblico, ma proprio per questo il suo valore architettonico diventava sempre più evidente.

La Premier League, il trasferimento a Loftus Road e il ritorno a casa

Negli anni Novanta, il Fulham attraversò una fase di rilancio che culminò con la promozione in Premier League nel 2001. L'arrivo nella massima divisione inglese rese necessari nuovi investimenti e un adeguamento dello stadio alle normative di sicurezza e agli standard richiesti dal calcio moderno.
Dopo la tragedia di Hillsborough del 1989 e le successive raccomandazioni del Taylor Report, gli stadi inglesi furono interessati da profonde trasformazioni, con una progressiva eliminazione delle aree in piedi in molte competizioni e una maggiore attenzione alle condizioni degli spettatori.
Craven Cottage necessitava di interventi importanti. Per consentire i lavori, il Fulham lasciò temporaneamente il proprio stadio e si trasferì a Loftus Road, la casa del Queens Park Rangers, per due stagioni, dal 2002 al 2004. Il periodo lontano dal proprio terreno fu significativo per il club e per i suoi sostenitori. Craven Cottage non era soltanto un luogo in cui disputare le partite: era una parte dell'identità del Fulham, legata alla storia della comunità e alla posizione sul Tamigi. Il ritorno avvenne nella stagione 2004-05. Il Fulham tornò a giocare nella propria casa rinnovata, con nuove strutture e condizioni più adatte al calcio contemporaneo.
Il padiglione storico continuò a far parte dell'impianto, conservando la propria posizione e la propria riconoscibilità. In uno stadio sottoposto a cambiamenti importanti, il Cottage rappresentava una continuità visibile fra la vecchia e la nuova casa del Fulham.

La Riverside Stand: il volto moderno di Craven Cottage

Se il Cottage Pavilion e la Johnny Haynes Stand raccontano la storia architettonica del primo Novecento, la Riverside Stand rappresenta il volto contemporaneo dello stadio. 
La vecchia tribuna lungo il Tamigi era stata realizzata negli anni Settanta e aveva sostituito una struttura precedente. Nel tempo, però, le sue caratteristiche non erano più sufficienti per rispondere alle ambizioni del club e alle esigenze di un impianto moderno.
Nel 2019 il Fulham annunciò un importante progetto di demolizione e ricostruzione della tribuna. I lavori avrebbero aumentato la capienza dello stadio e introdotto nuovi servizi, spazi hospitality e attività commerciali, con l'obiettivo di trasformare l'area lungo il fiume in una destinazione utilizzabile anche al di fuori delle partite. Il progetto ha cambiato radicalmente il rapporto fra lo stadio e il Tamigi. La nuova Riverside Stand è una struttura contemporanea, con ampie superfici vetrate e spazi dedicati all'accoglienza, ma il progetto è stato sviluppato tenendo conto della posizione particolare dell'impianto e del contesto paesaggistico.
L'intervento mostra due modi diversi di affrontare la storia di Craven Cottage. Da una parte, la costruzione di una grande tribuna moderna, progettata per sostenere le esigenze economiche e sportive del club; dall'altra, la conservazione degli edifici storici, fra cui il Cottage Pavilion e la Johnny Haynes Stand.
Il contrasto è evidente, ma è anche parte del fascino dello stadio. Craven Cottage non è un impianto costruito in un'unica fase secondo un progetto uniforme: è un insieme di epoche, stili e soluzioni architettoniche che raccontano la sua evoluzione. La Riverside Stand guarda al futuro, mentre il padiglione e la tribuna di Stevenage Road mantengono vivo il legame con il passato.

Un edificio protetto, una storia ancora viva

Il valore del Cottage Pavilion non è passato inosservato. L'edificio è classificato come Grade II, riconoscimento riservato in Inghilterra a costruzioni di particolare interesse storico o architettonico.
La tutela riguarda il valore della struttura e degli elementi che ne definiscono il carattere. Il padiglione è riconosciuto come una testimonianza significativa dell'architettura sportiva dei primi anni del Novecento, soprattutto per la sua posizione e per la configurazione che lo distingue dalle tribune. Anche la Johnny Haynes Stand gode della stessa classificazione. Insieme, i due edifici costituiscono una parte importante del patrimonio architettonico di Craven Cottage.
Questo non significa che il padiglione sia rimasto immutato al suo interno. Nel corso degli anni gli spazi sono stati aggiornati e adattati alle esigenze del club, mentre sono stati effettuati interventi di manutenzione e restauro per preservare gli elementi storici. La sfida consiste nel mantenere un edificio del 1905 funzionale all'interno di uno stadio che ospita partite di Premier League, con tutte le necessità organizzative, tecniche e commerciali che ne derivano. Il Cottage continua a svolgere una funzione concreta, pur conservando il proprio aspetto tradizionale. Non è una struttura abbandonata al passato: è un edificio storico che continua a essere utilizzato.

Perché il Cottage è così importante per il Fulham

Il Cottage Pavilion è molto più di un elemento architettonico curioso. La sua importanza deriva dalla capacità di unire tre storie differenti.
La prima è quella del territorio: una dimora settecentesca, il paesaggio verde nei pressi del Tamigi e la trasformazione di un terreno privato in un impianto sportivo.
La seconda è quella del calcio: la nascita del Fulham, l'arrivo nel 1896, le prime tribune, il rinnovamento del 1905 e le successive trasformazioni dello stadio.
La terza è quella dell'architettura: il lavoro di Archibald Leitch, il rapporto con la Johnny Haynes Stand e la sopravvivenza di una soluzione progettuale che nel calcio contemporaneo è diventata rarissima.
Queste tre dimensioni convivono in un edificio relativamente piccolo. Il padiglione non ha la capacità di una tribuna e non domina il panorama come la moderna Riverside Stand. Eppure, proprio la sua scala contenuta gli permette di conservare un carattere quasi domestico, in sintonia con l'origine del nome. I tifosi non vedono soltanto un edificio antico: vedono un simbolo che collega la squadra alle proprie origini e distingue la propria casa da quella di tanti altri club.

Dalla casa di William Craven al cuore dello stadio

La storia di Craven Cottage è cominciata con una dimora privata costruita nel 1780 e distrutta da un incendio nel 1888. Più di un secolo dopo la sua nascita, il nome è rimasto legato a un luogo che ha assunto una funzione completamente diversa. Il padiglione che oggi vediamo all'interno dello stadio non è la casa originale. È un edificio progettato da Archibald Leitch e costruito nel 1905 per ospitare gli spogliatoi e gli uffici del Fulham. La sua architettura, il balcone e la posizione nell'angolo del campo lo hanno trasformato in una delle immagini più riconoscibili del calcio inglese. Attorno a esso, Craven Cottage ha continuato a cambiare. La Johnny Haynes Stand ha conservato la memoria di una delle leggende del club; la Riverside Stand ha introdotto un nuovo linguaggio architettonico e servizi moderni; le altre tribune hanno accompagnato l'evoluzione del calcio e delle sue esigenze. Il Cottage Pavilion è rimasto lì, come un punto fermo nel mezzo di questa trasformazione. Non perché il tempo si sia fermato, ma perché il club ha trovato il modo di adattare lo stadio senza cancellare tutti i segni del suo passato.
In un calcio sempre più globale, dominato da grandi impianti e progetti architettonici contemporanei, il piccolo padiglione di Craven Cottage continua a ricordare che uno stadio può essere molto più di un luogo in cui si gioca una partita. Può essere un pezzo di storia urbana, una testimonianza architettonica e un simbolo di appartenenza. E, nel caso del Fulham, può essere anche una piccola costruzione in mattoni, con un balcone sul campo, capace di raccontare oltre due secoli di storia londinese.


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